Consigli fantacalcio: gli insegnamenti della Serie A dopo 12 giornate

14 Novembre 2019 - Francesco Fragapane

Si può già tracciare un primo bilancio di queste prime dodici giornate di Serie A in tema Fantacalcio. Vediamo insieme cosa ci ha detto il campionato italiano fino ad oggi fra sorprese, conferme e delusioni.

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Sorprese e conferme. Queste prime 12 giornate di Serie A ci hanno detto già molto di quella che sarà la stagione calcistica in Italia. La classifica è già tracciata, i grupponi si sono già formati quando mancano una manciata di partite al giro di boa. Adesso il campionato è fermo per gli impegni delle Nazionali: sarà l’ultima sosta di questo 2019 prima dello stop di Natale. In queste settimana di pausa anche i fantallenatori potranno concedersi un attimo di relax, ma senza mollare mai la presa. Intanto, arrivati a questo punto, possiamo già fare un primo bilancio. Vediamo insieme, rimanendo in tema Fantacalcio, cosa ci hanno insegnato queste prime 12 giornata di Serie A.

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FANTACALCIO: LE SORPRESE PER L’ASTA DI GENNAIO

L'attacco della Juventus

Dieci partite, cinque gol (due su rigore) e un solo assist. Numeri buoni, tutto sommato. Eppure, da uno come Cristiano Ronaldo ci si aspetta sempre qualcosa in più. In queste ultime partite sta facendo un po’ di fatica: contro il Milan ha deluso su tutta la linea, tanto che Maurizio Sarri lo ha sostituito nel momento chiave del match. E alla fine ha avuto ragione, perché è entrato un Paulo Dybala in grande spolvero, invece. La Joya sta facendo impazzire i tifosi bianconeri: classe, reti e assist. In Serie A e in Champions League. Sembrava destinato a partire in estate perché di difficile collocazione tattica nel modulo sarriano. Non ne ha voluto sapere e ora si sta togliendo delle belle soddisfazioni personali. Per rimanere in tema: è strano a dirlo, ma Gonzalo Higuaìn è una delle sorprese di questo inizio di campionato. Percorso parallelo a quello di Dybala: volevano cederlo, lui ha insistito per rimanere e adesso è il riferimento di Sarri per l’attacco.

Il ritorno di Luis Alberto

Solo Kevin De Bruyne meglio di lui in quanto ad assist. In dodici gare, Luis Alberto ha mandato in gol i compagni di squadre sette volte. Un bonus incredibile per chi, in estate, ha avuto il coraggio di puntare su di lui all’asta. Sì, perché non era così scontato dopo la deludente stagione scorsa. Lo spagnolo è tornato a giocare un calcio di altissimo livello nel ruolo di mezzala, disegnato per lui perfettamente da Simone Inzaghi nel suo intoccabile 3-5-2. Se a questi assist aggiungesse qualche gol in più (soltanto uno finora), sarebbe la punta di diamante di qualsiasi fantallenatore. Finora le ha giocate tutte e ha una fantamedia di 7,29. Qualità a servizio di un Ciro Immobile che, da solo, ha segnato più gol di tutto il Milan (14 contro 11). A proposito di assist: non c’era modo migliore per introdurre il prossimo argomento.

La maledizione del numero 9

30 gol alla sua prima annata in Serie A. L’anno scorso era stata la più bella rivelazione, l’orgoglio dei fantallenatori che avevano scommesso su di lui. Quest’anno, invece, è la rovina di quelli che avevano creduto in una conferma. Soltanto tre gol finora (due su rigore), nessun assist e media voto insufficiente. Il Milan, inteso come collettivo, non lo aiuta perché lo serve poco e male, ma lui ci mette del suo. Emblematico il gol sbagliato di testa domenica contro la Juventus su una pennellata di Suso. Momento difficilissimo, per lui e per il Milan tutto. Con la maledizione della numero 9 che continua a serpeggiare nei pressi di Milanello. Dopo Filippo Inzaghi, chi ha indossato quel numero non è mai riuscito a rispettare le promesse: Pato, Matri, Torres, Destro, Luiz Adriano, André Silva e ora Piatek. Che qualcuno chiami un esorcista.

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Toro scatenato

Dall’altra parte di Milano, invece, c’è un attaccante che è passato da riserva di lusso a titolare inamovibile. Lautaro ha realizzato cinque gol finora e tre assist, ma sarebbe riduttivo fermarsi qui: le sue prestazioni, a sprazzi, sono da manuale del centravanti perfetto per un sistema di gioco come quello di Antonio Conte. Fa reparto da solo, viene in contro e va in profondità; è bravo tecnicamente, ha il fisico per farsi rispettare in area di rigore e ha un fiuto del gol incredibile. Gli interisti sono pazzi di lui. E lo sono anche quei fantallenatori coraggiosi che, fra i più semplici Lukaku e Alexis Sanchez, hanno invece deciso di puntare sul Toro. Una scelta che ora sta dando i suoi frutti e che, visto l’andazzo, potrebbe portare risultati positivi fino alla fine dell’anno. Perché diciamocelo, come fai a fare a meno di uno così?

La rivincita del Ninja

Cagliari sta vivendo un sogno e Radja Nainggolan è il condottiero di un gruppo giovane e determinato. Per il Ninja è una rivincita, almeno fino ad ora. Scaricato dall’Inter in estate, forse troppo presto, si sta togliendo i sassolini dalle scarpe a forza di bordate da fuori area. Spettacolare le rete contro la SPAL, bellissima anche l’ultima contro la Fiorentina. Proprio contro i viola, prima del gol, aveva infilato tre assist di fila. Chi lo aveva al Fantacalcio ha sbancato tutto: 14,8 il fantavoto nella sfida di domenica scorsa. Non è una cosa che succede tutti i giorni.  Un giocatore ritrovato quindi, che sta mettendo tutto se stesso per la causa Cagliari, una città che lo ha accolto con grande entusiasmo in estate. Se proprio doveva lasciare Milano, allora non c’era posto migliore. Per lui e per sua moglie, che sta giocando la partita più importante di tutte.

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De Ligt bene ma non benissimo

75 milioni di euro per prenderlo dall’Ajax e chissà quanti fantamilioni spesi per prenderlo al Fantacalcio. Matthijs de Ligt è partito col ruolo di riserva, poi l’infortunio di Chiellini lo ha costretto ad accelerare il processo di integrazione. E se l’è cavata bene ma non benissimo. Tanti errori da sottolineare, ma le qualità di questo ragazzo sono evidenti. E’ passato dall’Eredivisie alla Serie A, quindi ha bisogno di un po’ di tempo. La media voto non raggiunge la sufficienza, ma ha già segnato un gol e ha poche ammonizioni per un difensore (2). Chi ha investito di lui può comunque contare su un titolare fisso; con degli alti e bassi, ma pur sempre un titolare della squadra più forte del campionato. La media voto è destinata a salire.

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Godin non è ancora il vero Godin

Ok, la media voto è buona in termini fantacalcistici (6,25 in sette partite) ma da uno con la sua storia ci si aspetta tutt’altro. C’è sicuramente un problema di natura tattico: oltre al discorso delle differenze fra Spagna e Italia, c’è anche l’impostazione: Godin non ha mai giocato in una difesa a tre ed è partito da terzo centrale di destra, forse renderebbe di più in mezzo. Conte ci sta lavorando ma lui non dà grosse garanzie dal punto di vista fisico fino ad ora. L’età avanza, i ritmi sono altissimi e le partite sono tante. Alessandro Bastoni è una buona riserva, ma il mister vorrebbe qualcosa in più dalla propria panchina. E di certo non lo nasconde, anzi: piuttosto, lo mette in bella mostra e senza problemi.

Cornelius, che sorpresa

Al suo primo anno in Serie A, nell’anno 2017-2018, con l’Atalanta aveva segnato soltanto 3 gol in 23 partite. Quest’anno al Parma ne ha realizzati già cinque in sole otto partite. Una statistica straordinaria quella dell’attaccante danese, anche lui una bella rivelazione in tema Fantacalcio. Ha la miglior media gol di tutta la Serie A (78 minuti) e ha una media fantavoto di 8,83. Impressionante. E inaspettato, soprattutto. Perché sì, Cornelius ha delle buone doti, non è più giovanissimo ma ha ancora margini di miglioramento, ma nessuno si attendeva un impatto del genere. Immaginiamo infatti che siano pochi ad averlo presto all’asta. Se per caso siete fra questi, chapeau.

Il talento di Boga

Ciccio Caputo è ormai una realtà per il Sassuolo e per il Fantacalcio. Chi invece si sta rivelando un gran giocatore è Boga, un ala tutto dribbling, gol e fantasia. De Zerbi non ha ottenuto risultati importanti finora, ma la valorizzazione di questo ragazzo è uno dei suoi meriti. Ha segnato tre gol, tutti bellissimi, in dieci partite giocate. Già aveva fatto vedere di avere delle qualità e questo avrà spinto i fantallenatori più attenti a puntarci qualche fantamilione. Un investimento ripagato perché ha una media di fantavoto di 7,39, superiore anche a quella di Dries Mertens e Higuaìn, giusto per citarne due.

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Garanzia Di Lorenzo

Il passaggio da una piazza come Empoli a quella di Napoli avrebbe pesato su chiunque. Non su Giovanni Di Lorenzo, che gioca al San Paolo con la stessa naturalezza con la quale giocava al Castellani. “A Giovanni non devi spiegare niente, capisce tutto subito“, ha detto di lui Carlo Ancelotti in una recente intervista. Nel caos che sta vivendo la squadra azzurra al momento, Di Lorenzo è una delle poche garanzie. Perché se c’è una cosa sulla quale puoi scommettere senza batter ciglio è che la sua prestazione la farà comunque. Lo ha dimostrato in queste dodici partite di Serie A (e anche in Champions), guadagnandosi anche la Nazionale. Per i fantacalcisti non era facile puntare su di lui per svariati motivi; chi lo ha fatto, oggi ha in rosa un giocatore che si guadagnerà il “pane” sempre, ad ogni partita. Media voto 6,28, media fantavoto 7,39. Ed è un terzino. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Rivelazione Castrovilli

Nel calcio reale così come nel Fantacalcio le note più liete e curiose sono le rivelazione. Ne abbiamo citate alcune fino ad ora, ma ce ne sono tante altre. Una di queste, ad esempio, è Gaetano Castrovilli. Che, arrivati alla dodicesima di campionato, addirittura possiamo smetterla di considerarlo una semplice sorpresa. Castrovilli è realtà in quanto titolare indiscusso della Fiorentina di Vincenzo Montella e punto cardine del centrocampo. La media fantavoto è di 7,42: tre gol (il primo a San Siro contro il Milan) e due assist. Dovrebbe migliorare nelle ammonizioni: ne ha racimolate cinque fino ad ora. La frenesia fa parte della gioventù, è un processo di crescita che sarà naturale e inevitabile.

Sirigu tiene in piedi il Torino

Ti aspetti Simone Verdi, l’acquisto più costoso dell’era Urbano Cairo, e invece è Salvatore Sirigu l’uomo in più del Torino. E’ lui a mantenere in piedi i granata con tante parate importanti e alcune bellissime. La media voto è di 6,58, ma purtroppo su di lui gravano le responsabilità di una fase difensiva che funziona molto male: 17 sono infatti i gol subiti dai granata, ma potevano essere molti di più senza gli interventi dell’ex Paris Saint-Germain. In molti lo vorrebbero in Nazionale al posto di Gianluigi Donnarumma, che però è una pedina chiave del progetto di Roberto Mancini; lui però si ritaglierà il suo posto, come ha sempre fatto in carriera. Intanto vola fra i pali per salvare il Toro.

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