Come cambia il Milan di Giampaolo

20 giugno 2019 - Enrico Gorgoglione

Il Milan ha scelto Giampaolo per sostituire Gattuso. Ecco dunque come potrebbe cambiare il gioco della squadra rossonera

Una stagione ricca di alti e bassi quella del Milan che, guidato da Gattuso, è passato dal sogno Champions League alla lotta per l’Europa League, conquistata con ben due punti in più della Roma, nonostante il nuovo progetto avviato. I rossoneri si ritrovano però nuovamente a ripartire da zero, con nuovi dirigenti, scelti tra le bandiere del club, e una nuova guida tecnica. Dopo tante voci, ecco l’annuncio ufficiale. Il nuovo allenatore del Milan è Giampaolo. Per lui passaggio dalla Sampdoria al Milan. In entrambi i casi si tratta di piazze calde ma senza dubbio le aspettative di San Siro sono ben altre rispetto a quelle di Marassi. L’allenatore ha però il gran pregio di portare sempre avanti le proprie idee e il proprio stile di calcio, al di là delle eventuali rimostranze del pubblico. Per guidare i rossoneri è necessario fingere di non ascoltare le tantissime voci che si susseguono nell’arco di una stagione.

Probabilmente in questa prima annata a Milano Giampaolo si ritroverà a dover gestire soltanto serie A e Coppa Italia. Nonostante sia stata conquistata sul campo, l’Europa League sembra infatti un obiettivo al quale il club dovrà rinunciare, almeno in questa stagione. La dirigenza è alla ricerca di un accordo con l’UEFA, rinunciando alla partecipazione in cambio di un prolungamento della scadenza. Attualmente infatti il pareggio di bilancio dovrebbe essere raggiunto entro il 2021, a scapito di molte cessioni eccellenti. Il Milan invece vorrebbe mantenere una rosa competitiva, puntando a conquistare nuovamente l’Europa nella prossima stagione, magari quella relativa ai primi quattro posti della classifica, la tanto agognata Champions League.

Milan, Giampaolo e il suo 4-3-1-2

Giampaolo porterà anche al Milan il suo 4-3-1-2. Un sistema con il quale il tecnico ha un rapporto strettissimo ormai da anni. Come lui stesso ha chiarito, il suo obiettivo è sempre stato quello di divertirsi. Questo modulo è con lui da sempre, ed è qualcosa che gli risulta difficile spiegare. Non è soltanto una questione di numeri. Per lui dietro il 4-3-1-2 si nasconde un mondo.

Nonostante sembri sempre così taciturno, è un tecnico molto vicino al proprio spogliatoio, attento alle esigenze di tutti. Il suo schema è particolarmente offensivo, con un rombo fisso a centrocampo. La squadra sarà molto aggressiva anche in fase di non possesso, evitando di schiacciarci in un 4-4-2, restando in pressing alto tutto il tempo, provando a evitare che l’avversario esca palla al piede.

Per far ripartire il Milan, Giampaolo dovrà puntare molto sul centrocampo, con Calhanoglu che avrà probabilmente un ruolo cruciale. Il turco dovrebbe restare alla corte rossonera, insieme con Kessié e Bonaventura, grande assente dell’ultima stagione, dopo essersi infortunato nella prima fase. Il gioco del tecnico ex Sampdoria passa attraverso il pragmatismo, il che vuol dire rinunciare probabilmente al gran numero di esterni dribblomani. Ciò vuol dire valutare il futuro di Suso.

Sotto la nuova guida tecnica potrebbe finalmente esplodere una volta per tutte Paquetà, che ha già mostrato qualcosa di buono nell’ultima stagione. In attacco Piatek è intoccabile e, proprio per questo, occorre valutare la situazione Cutrone. Giampaolo preferisce giocare con una seconda punta di ruolo, invece che con due numeri 9.

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