Ecco chi sarà il nuovo allenatore della Juventus

17 maggio 2019 - Francesco Fragapane

Già partito il toto allenatore per la panchina della Juventus, giunta la notizia ufficiale dell'addio di Allegri alla panchina bianconera

Massimiliano Allegri non sarà più l’allenatore della Juventus. A due giornate dal termine della stagione di serie A, il club bianconero ha ufficializzato l’addio del tecnico. Si è a lungo parlato del confronto tra il tecnico e il presidente Agnelli, delle richieste di mercato e dei contrasti con Dybala e altri protagonisti dello spogliatoio. Alla fine la decisione è giunta, con la Juventus che ha annunciato una conferenza stampa per sabato 18 maggio. La parola passerà dunque al tecnico, che avrà modo di spiegare le proprie ragioni, anche se difficilmente si lascerà andare a dichiarazioni sul proprio futuro. Non mancano di certo le voci di mercato attorno all’ex allenatore del Milan, con il Psg in testa. Tante le opzioni anche per la Juventus, tra estero e Italia, con i tifosi che sognano Guardiola, che però resterà al Manchester City.

Juventus, nuovo allenatore: Pochettino

Pochettino ha il grande merito d’aver portato in finale di Champions League il Tottenham. Un traguardo di grande pregio, che potrebbe rappresentare la fine di un’avventura per l’allenatore argentino. Proprio lui ha infatti spiegato di star pensando all’addio, sottolineando come possa dire addio al club inglese sia in caso di vittoria della Champions League, che di sconfitta. La Juventus potrebbe rappresentare per lui un vero e proprio salto di qualità.

Pochettino alla Juventus: perché sì

Pochettino potrebbe portare alla Juventus un gioco particolarmente offensivo, sulla falsa riga del suo Tottenham. Un cambiamento che esalterebbe di certo i tifosi, che hanno sempre accusato Allegri di far giocare la sua Juve in maniera fin troppo difensiva.

Pochettino alla Juve: perché no

Il principale ostacolo all’arrivo di Pochettino alla Juventus è rappresentato dal costo dell’operazione. L’allenatore, libero dall’impegno con il Tottenham, vorrebbe ottenere un contratto da vero top, pari a circa 20 milioni di euro annui. Qualora l’argentino dovesse vincere la Champions League, far abbassare le sue pretese sarebbe a dir poco impossibile.

Juventus: Deschamps nuovo allenatore

La pista Deschamps è senza dubbio intrigante. Il ct della Francia è un ex calciatore della Juventus e ha già guidato i bianconeri nell’anno della serie B. Conosce bene l’ambiente ed è ben voluto dai tifosi, il che rappresenta un elemento cruciale per riuscire a gestire al meglio la pressione di Torino.

Deschamps alla Juventus: perché sì

Alla guida della sua Francia ha già dimostrato di poter fare la differenza. Ormai è un tecnico esperto e la sua presenza sulla panchina bianconera potrebbe facilitare alcune operazioni. Basti pensare ai profili di Pogba e Rabiot, entrambi nel mirino di Paratici.

Juve con Deschamps: perché no

Deschamps ha confermato di voler proseguire il proprio cammino alla guida della Francia fino al 2020, quando i Blues saranno ovviamente favoriti. Il suo contratto scadrà il prossimo anno e servirà un’offerta davvero intrigante da parte della Juventus per convincerlo a tornare a Torino.

Juventus Conte, ritorno di fiamma?

Quello di Conte è un profilo particolarmente caro ai tifosi della Juventus. Si tratta del tecnico che ha portato i bianconeri al trionfo dopo la serie B e le mille difficoltà incontrate. Il tanto amore nei suoi confronti ha reso ancor più difficile l’insediamento di Allegri, proveniente dal Milan. Un suo ritorno potrebbe donare alla squadra la grinta vista in passato, ma soprattutto una certa coesione del gruppo, che non dovrà semplicemente ruotare attorno alla figura di Cristiano Ronaldo.

Antonio Conte alla Juve: perché sì

I tifosi lo adorano e consentirebbe di schierare in Europa una formazione sempre agguerrita, in grado di mostrare i muscoli nei momenti di difficoltà. L’esperienza alla guida dell’Italia e del Chelsea lo hanno inoltre accresciuto come tecnico. Oggi sarebbe in grado di mettere al servizio del club ulteriori capacità.

Juve Conte bis: perché no

Il rapporto con Agnelli rappresenta il principale ostacolo da superare per l’eventuale ritorno di Antonio Conte alla Juventus. Per questo motivo in vantaggio sul tecnico sembra oggi l’Inter, che vorrebbe una netta svolta, in serie A come in Champions League, dopo l’esperienza con Spalletti.

Juventus, nuovo allenatore: Simone Inzaghi

È italiano, privo d’esperienza estera e mai uscito dal mondo Lazio dal 2008 a oggi. Tutto ciò pone Inzaghi alle spalle dei tecnici di fama internazionale che vengono accostati alla Juventus. Si tratterebbe di un rischio, così come fu Allegri al Milan e, per motivi soprattutto ambientali, lo stesso tecnico toscano alla Juve. Inzaghi ha però dimostrato di saper guidare un ampio gruppo, raggiungendo ottimi traguardi pur senza una rosa di campioni assoluti.

Simone Inzaghi alla Juve: perché sì

La Juventus potrebbe ritrovarsi un ottimo allenatore a costi ridotti. Un allenatore con idee nuove, in grado di tirar fuori il meglio dai propri calciatori.

Dalla Lazio alla Juve: perché no Simone Inzaghi

Difficilmente il pubblico potrebbe accettare la soluzione Inzaghi, considerando l’attesa per un gran nome dopo l’addio di Allegri. C’è sempre più voglia di Champions League e il tecnico della Lazio rappresenterebbe una scommessa poco gradita.

Sarri nuovo allenatore della Juventus

Maurizio Sarri ha più volte dichiarato di voler restare in Premier League. Il suo futuro era in bilico ma la conquista della finale di Europa League ha reso più salda la sua panchina. Il tecnico ha mostrato ottime cose tra Italia e Inghilterra, dimostrando di poter trasferire i propri concetti anche a grandi campioni. La Juventus sarebbe interessata proprio a quel gioco, anche se il passato in azzurro e qualche dichiarazioni scomoda sui bianconeri potrebbero creare degli attriti con i tifosi.

Il ritorno di Sarri in Italia: perché sì alla Juve

Il suo gioco ricorda molto quello ricco di passaggi e automatismi dell’Ajax, che ha incantato tutti in Champions League. Dopo gli anni di Allegri, ben più tattici, si tratterebbe di una novità assoluta, che renderebbe più facile l’espressione del talento di alcuni calciatori bianconeri.

Sarri alla Juventus: perché no

L’ostacolo principale è rappresentato dal suo passato, dall’amore per Napoli e dalle dichiarazioni rilasciate durante le sfide scudetto contro la Juventus. Sarri a Torino rientra tra gli scenari favolistici ma per molti lo era anche l’affare Ronaldo. Ambientarsi sulla panchina bianconera sarebbe però complesso per lui, che preferirebbe dare l’assalto alla Premier League nella prossima stagione.

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